S.T.Art: ricominciare dall’arte

Alla scoperta della Summer Temporary Art di Trento

Pubblichiamo quest’intervista di Dafne a Virginia Sartori e Annamaria Muscaridola di Summer Temporary Art, interessante realtà attualmente in fermento in quel di Trento. Siamo lieti, questa volta, di poter raccontare un progetto che fuoriesce dai confini del nostro abituale terreno d’azione – il circuito del padovano e dintorni – e che trova sede nel capoluogo trentino, coinvolgendo ragazzi dalla provenienza di più diversa. Si tratta, ancora una volta, di uno straordinario esempio di autorganizzazione e di voglia autentica di vivere e riqualificare il proprio mondo attraverso la creatività. Insomma, il tipo di realtà di cui ci piace parlare e con la quale, speriamo, nei mesi di luglio e agosto, di riuscire ad avere anche un contatto diretto! Buona lettura.


 

Che cos’è S.T.Art? Raccontate con poche parole il vostro progetto.

Summer Temporary Art è un momento d’incontro, aggregazione e sperimentazione.

Durante le tre settimane di attività, dal 20 luglio all’8 agosto, sono previsti workshop, tavole rotonde, incontri aperti al pubblico con professionisti e personalità del mondo dell’arte, esposizioni ed eventi serali. Momenti d’unione che si sviluppano sulla base di confronti aperti tra gli esperti, gli enti di Trento ed i ragazzi che partecipano ai corsi, cercando di generare un dialogo costruttivo. S.T.Art è cooperazione, collaborazione, condivisione!

L’obiettivo è quello di creare una rete di persone, anche dislocate geograficamente, che condividano passioni e interessi a livello artistico e professionale.

Chi c’è dietro S.T.Art? Come vi siete conosciuti o contattati?

Enti locali tra cui Comune, Provincia, MUSE e Galleria Civica, associazioni come quella dei Giovani Soci della Cassa Rurale di Trento, Remida e Ariateatro, ma anche professionisti e debuttanti nel campo artistico in tutte le sue forme.
È successo tutto un po’ per caso, perché quando abbiamo cominciato eravamo davvero in pochi… e adesso siamo più di trenta! Ci siamo conosciuti nei corridoi dell’università, nei circoli culturali e nei bar di Trento e Bologna, grazie agli interessi e alla voglia di fare che condividiamo. Nel giro di poco tempo, raccontando agli altri le nostre idee abbiamo raccolto sempre più adesioni. 

A pochi giorni dalla scadenza del bando, eravamo in preda al panico, perché non avevamo ancora un’associazione che sostenesse il progetto. Fortunatamente incrociammo Marta Nuresi che ci propose di presentarlo all’Associazione Giovani Soci CRT, di cui ora è vicepresidentessa. L’associazione accolse con entusiasmo la nostra idea diventando nostra partner nel progetto, supportandoci amministrativamente e finanziariamente. Senza di loro non avremmo potuto presentare la domanda di partecipazione: sono stati, e tutt’ora sono, davvero importanti per noi.

E che dire di Cecilia Sartori – conosciuta per caso in un bar mentre parlavamo del progetto ad un amico – e che, ancor prima di presentarsi ufficialmente, si rese disponibile a gestire un workshop tutto suo!

Da chi e come è nata l’idea di S.T.Art? Da dove la necessità di mettersi all’opera in un progetto come questo?

È successo in un pomeriggio di metà settembre durante una telefonata più lunga del solito, tra noi due (Annamaria Muscaridola e Virginia Sartori), neolaureate e disoccupate; ci siamo ritrovate a riflettere sul futuro, sulle possibilità che ci offriva l’ambiente circostante. Quasi subito ci siamo rese conto che se volevamo avere davvero la possibilità di esprimerci e concretizzare le nostre idee, noi stesse dovevamo creare l’opportunità.

S.T.Art nasce dalla volontà di entrambe di stabilire connessioni sinergiche tra artisti di vari campi, di generare interazioni “improbabili” e riflessioni corali; fondamentalmente dal bisogno di ri-trovare una dimensione collettiva. Tutte queste premesse ci hanno spinto a progettare qualcosa che fosse aperto, modificabile, e componibile da più menti diverse tra loro. Quando abbiamo cominciato a parlare con conoscenti e amici della nostra idea, le persone reagivano positivamente a quest’impulso, finché chi ci ascoltava ha cominciato a proporsi attivamente per dar vita al progetto. Praticamente si è costruito da solo!

Come siete passate poi dall’idea alla sua concretizzazione?

Stavamo cercando un modo per finanziare il progetto, e quale soluzione migliore se non un bando? Ci siamo messe alla ricerca di qualcosa che potesse “contenere” la nostra idea, e abbiamo scovato l’opportunità dei Piani Giovani di Zona di Trento (PGZ), che non sono propriamente un bando, ma comunque mirano a sostenere e rendere protagonista il mondo giovanile nelle fasi di ideazione, gestione e realizzazione di progettualità – nel nostro caso legata all’arte, alla cultura e alla creatività. Il tutto è ancora work in progress. Ci è appena arrivata la conferma ufficiale dell’approvazione del Piano, in cui è inserito il progetto S.T.Art, da parte della Provincia Autonoma di Trento, per cui adesso siamo indaffarati con l’organizzazione delle attività per quest’estate.

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A che destinatari si rivolge S.T.Art, qual è il pubblico che sperate di avere? Come si può venire a conoscenza della vostra iniziativa e come ci si può iscrivere ai workshop?

Ci rivolgiamo a tutti, a studenti, a professionisti, ad appassionati di arte, fotografia, moda, teatro e cinema tra i 15 e i 29 anni d’età. Chiunque sia interessato a scoprire le potenzialità professionali del creativo, a creare una rete di collaborazioni in grado di generare opportunità concrete a Trento e dintorni, con l’obiettivo di lavorare sul e nel territorio rivalorizzandolo con azioni artistiche e creative… beh, ha trovato pane per i suoi denti! Invitiamo a seguirci su facebook o sul nostro sito, dove per altro, c’è l’apposita sezione per iscriversi a uno, cinque o tutti i workshop rispettivamente per 20€, 60€ e 100€, una somma veramente accessibile se si considera che sono complessivamente quindici workshop! Inoltre a breve organizzeremo degli incontri informativi presso le scuole superiori di Trento, nei quali presenteremo il progetto mostrando i video spot realizzati da Sara Cao.

Quali sono le opportunità che normalmente la città di Trento offre ai giovani e agli studenti? Perché S.T.Art potrebbe essere un progetto significativo e nuovo all’interno di questo panorama?

Trento è una città che s’impegna molto per offrire ai suoi abitanti l’opportunità d’esser partecipi alla vita cittadina: i festival, gli eventi culturali, i contatti e la disponibilità non mancano. Ma si sa anche che Trento è una città che vive a pieno solo d’estate, dopotutto il freddo e le condizioni climatiche e storico-culturali della città ci hanno resi i meteoropatici che siamo! Tra di noi però è viva la fiammella creativa, e il nostro obiettivo è quello di raggiungere quelle piccole fiammelle che per la maggior parte dell’anno cercano di restare riparate per non spegnersi. L’estate è un ottimo inizio di qualcosa che potrebbe poi perdurare nel tempo, e continuare a evolversi e crescere in modo naturale e senza ostacoli! La nostra esistenza vorrebbe essere un mezzo utile a queste fiammelle, per conoscersi tra loro, creando una rete di contatti e collaborazioni professionali che possano portare alla fine a piena consapevolezza l’attività e la produttività specialistica in campo artistico culturale; a Trento e in Provincia, per ora.

Più di uno fra i vostri workshop ha come oggetto proprio il quartiere: sembra che dal quartiere nasca e al quartiere si rivolga – penso al laboratorio fotografico, ad esempio, (cito dal sito) basato «sullo studio delle geometrie architettoniche che caratterizzano il quartiere», oppure ai “salotti sociali”, che vogliono creare «spazi domestici all’aperto, collocati in punti strategici del quartiere Le Albere». Che peso riveste nella progettazione di S.T.Art lo spazio, e in particolare in che rapporti vi ponete con gli spazi urbani o della periferia cittadina?

11061246_376307302555731_286599809977519956_nCome detto, uno dei due obbiettivi principali è quello di riqualificare il territorio. I salotti sociali per esempio, sono spunti di riflessione per gli iscritti, ma anche per la cittadinanza, che sarà invitata a partecipare agli stessi, con idee e pareri che possano aiutarci a capire che cosa Trento sarebbe in grado di fare, o vorrebbe fare, all’interno di uno spazio come questo. Ascolteremo e cercheremo di comprendere la fattibilità delle idee che emergeranno con l’aiuto di esperti, attivi in più campi, dall’arte, alla legge, dall’architettura alla comunicazione, dalla scienza alla psicologia. Tutto per lasciare che lo stesso cittadino, possa essere costruttore e progettista della propria città. Dato che proprio lo stesso quartiere ha suscitato malcontento e incomprensione, questi appuntamenti serviranno per chiarire le idee a riguardo e raccogliere proposte per rilanciarlo e plasmarlo alle richieste di chi lo vive o di chi lo vorrebbe vivere.

«Vivrai il centro storico e abiterai il centro tecnologico. La tua casa sarà parte integrante di un progetto di respiro internazionale che ha ridefinito in modo razionale un’ampia area di Trento. In pochi minuti di passeggiata sarai nel cuore storico della città, ma avrai tutti i vantaggi di abitare un quartiere completamente nuovo, sostenibile e funzionale….». Questo è quanto si legge sul sito internet de Le Albere. Eppure gli appartamenti rimasti invenduti ad oggi sono un numero molto consistente. L’intervento capitanato da Renzo Piano, che doveva dare nuova vita alla dismessa area industriale della Michelin, in realtà ha prodotto – con costi notevoli – un quartiere fantasma. In che modo l’arte, la creatività e la cooperazione che con S.T.Art cercate di promuovere e stimolare potrebbero riportare davvero la vita in questo luogo?

11149475_376307305889064_9134669623480084128_nQuello che stiamo cercando di fare con S.T.Art va ben oltre le tre settimane di attività previste. Quelle rappresentano, in un certo senso, un punto di partenza. Ci saranno mostre di fotografia e pittura, sfilate, appuntamenti col teatro e il cinema all’aperto… ma non è questo l’obiettivo ultimo. La creatività e la cooperazione sono dei mezzi, dei veicoli che utilizziamo per 11018936_361553920697736_3229321136845046832_ncreare qualcosa di più grande. Con le nostre azioni non abbiamo certo la pretesa di risolvere la situazione attuale de Le Albere, quanto piuttosto quella di porre un punto di domanda e affrontarlo in maniera nuova, cercando il contatto con i cittadini del quartiere e della città, provando a guardarlo da un altro punto di vista, in maniera creativa, appunto. Oltre che raccogliere idee e proposte attraverso le tavole rotonde, per provare a suggerire, magari, nuovi spunti possibili per le politiche gestionali del quartiere.

Al termine del grande evento di quest’estate, che ne sarà del gruppo che ha lavorato a S.T.Art? Pensate che questa rete di collaborazioni potrà sopravvivere e continuare a creare?

Ovviamente sì! S.T.Art nasce col pretesto dei PGZ, ma ha tutte le intenzioni di rimanere attivo nel territorio come punto di incontro per artisti locali, nazionali e internazionali. L’obiettivo è quello di diventare occasione di unione e crescita per ogni partecipante, continuare a evolversi e a svilupparsi assieme ai cittadini e agli artisti che lo vivranno in futuro. Il nostro sogno è quello di riuscire a creare un’associazione in grado di avvicinare i giovani al mondo del lavoro artistico e culturale, e al contempo creare una rete di contatti in grado di generare collaborazioni professionali solide. Sappiamo che non sarà facile, ma che sogno sarebbe se fosse già a portata di mano?

Dafne

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