Anti-degrado la diagnosi è ormai alla portata di tutti

articolo marionetta

– Vietato lordare il suolo pubblico, lanciare uova, farina o altre sostanze che sporcano il suolo, edifici, cose o persone.

– Vietato affiggere papiri di laurea e ogni altro materiale ai tronchi degli alberi.

– Per chi lorda edifici pubblici, monumenti o altre cose pubbliche con lo spray è prevista una sanzione di 200 euro.

– Per chi non raccoglie le deiezioni dei propri animali è prevista una sanzione di 50 euro.

– È vietato dare alloggio in un appartamento a un numero di persone superiore ai parametri previsti dal regolamento edilizio (no al sovraffollamento).

– È vietato dormire in locali adibiti ad attività lavorative in modo promiscuo.

– È vietato sedersi o sdraiarsi per terra, ed anche sdraiarsi sulle panchine o utilizzarle in modo improprio.

– È vietato salire sui monumenti, sui lampioni, sui muri di cinta o entrare nelle fontane.

– È vietato soddisfare le esigenze fisiologiche fuori dai luoghi destinati allo scopo.

– È vietato mostrarsi in pubblico in abiti che offendono il comune senso del pudore.

– È vietato bagnarsi o nuotare fuori dai luoghi destinati allo scopo.

– All’interno del perimetro delle mura del Cinquecento è vietato esporre abiti o biancheria alla vista del pubblico da finestre, balconi o terrazze.

– È vietato fissare o appoggiare bici o motorini agli arredi urbani, agli alberi, ai pali, ai monumenti e a altri manufatti pubblici non destinati allo scopo.

– Le biciclette devono essere dotate di “dispositivi di segnalazione visiva” da mezzora dopo il tramonto a mezzora prima dell’alba.

– È vietato pescare nelle acque all’interno delle mura del Cinquecento.

– È vietata la richiesta di elemosina nelle aree pubbliche o aperte al pubblico (multa di 100 euro).

– È vietato contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento in strada (multa da 500 euro).

– È vietato consumare alcolici fuori dai bar o dai plateatici.

– È vietato vendere per asporto, somministrare o cedere bevande alcoliche (di qualunque gradazione) ai minori di 18 anni (multa di 100 euro).

– È vietato il consumo di sostanze stupefacenti in aree pubbliche (sanzione di 500 euro ridotta a 100 se ci si impegna ad andare al Sert).

– È vietato cogliere fiori, salire sugli alberi, strappare foglie e rami, danneggiare in qualsiasi modo le piante in aree pubbliche.

– Nei parchi e nei giardini è vietato portare cani non tenuti al guinzaglio se non nelle aree appositamente dedicate.

– Il proprietario di un terreno verde o di piante deve provvedere alla pulizia del suolo pubblico dalle foglie, dai rami e dai frutti eventualmente caduti o trasportati dal vento.

– I proprietari di fabbricati o di costruzioni disabitate devono porre in atto le misure necessario ad impedire ogni forma di invasioni o di occupazione.

– I proprietari di terreni sono obbligati a mantenere i fossi o i canali di scolo costantemente puliti.

– In tutto il territorio comunale è vietata l’occupazione di suolo pubblico o la sosta ai fini di campeggio al di fuori delle aree attrezzate.

– È vietata l’accensione di fuochi, l’utilizzo di forni o di qualsiasi altro apparecchio in gradi di generare combustione sugli argini.

– È vietato fare il bucato o anche pulire o riparare veicoli, mobili e utensili in luogo pubblico.

– È vietato l’uso di apparecchi altoparlanti, amplificatori del suono, petardi, giochi pirotecnici e strumenti simili che arrechino potenziale disturbo (multa di 100 euro).

– Sulla carreggiata stradale e sulle aree pubbliche è vietato offrire servizi di ausilio al parcheggio, custodia abusiva, lavavetri, distribuzione pubblicitaria.

– È vietato il trasporto, senza giustificato motivo, di mercanzia in grandi sacchi di plastica, borsoni o con altri analoghi contenitori.

– È vietato l’acquisto di merce contraffatta o proveniente da venditori abusivi (multa di 100 euro).

Riconoscete tutto questo, vero? Sappiamo tutti che è la bozza del disegno della nuova, magnifica e lucente città di Padova. Ormai sono mesi che sentiamo il chiacchiericcio sul degrado in giro per le strade padovane e fortunatamente assistiamo anche a manifestazioni che oltre ad esprimere il dissenso esibiscono anche facce sorridenti, magari su altissimi trampoli. Decido quindi di dare per sottinteso il totale disaccordo su ogni singolo punto delle famose ordinanze promosse dall’illustre sindaco signor “evviva la Padania” e vi racconto della mia delusione.

Devo fare una premessa, che servirà qualora seguiranno dei momenti che spaziano dal delirio al patetico: questa città l’ho scelta, non ci sono capitata per caso, e la verità è che sapere di aver scelto una città abitata da persone che hanno eletto questo sindaco mi induce non pochi dubbi sulle mie capacità di intendere e volere.

Questa città mi ha delusa. Per cui, scusatemi, ma è anche una questione personale.

Mi rendo conto che riportare per l’ennesima volta questo imbarazzante elenco di divieti sotto i vostri occhi non avrà invitato alla lettura, ma l’ho fatto con un preciso scopo: voglio che sia chiaro chi è il mio paziente; perché ciò che segue è il risultato di una seduta di psicoanalisi/indagine socio-antropologica condotta nella seguente situazione: accomodata su una elegantissima poltrona con un taccuino in mano ci sono io, e sdraiato davanti a me, su un altrettanto elegante – e quindi inappropriato a chi lo abita – lettino, c’è Anti-degrado.

La fobia è un disturbo psichico che può scaturire in seguito ad un trauma, da un’immagine mentale o dalla vista di oggetti o persone; a volte, per quanto riconosciuta come irragionevole o infondata, porta il soggetto che ne è afflitto ad assumere degli atteggiamenti che difficilmente si riescono a dominare. Questi comportamenti, infatti, sono difficili da decodificare soprattutto da parte dell’ambiente sociale in cui il soggetto è inserito, ambiente che anche da un punto di vista storico – come sottolinea Alessandro Salvini, docente all’università di Padova e direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicologia interattivo-cognitiva, in un saggio pubblicato sul Dizionario sulla storia delle scienze della psiche, edito per Einaudi nel 2006 – è portato a manifestare un forte impulso a voler definire concetti come “normalità/anormalità”. Sempre nello stesso saggio il professor Salvini spiega: «nel discorso scientifico la normalità di un evento è un’inferenza statistico-matematica e, nel senso comune il nucleo stabile di tale inferenza s’aggancia a un’attesa di regolarità percepita (statistica ingenua) utilizzando l’esperienza personale socialmente condivisa.»

Purtroppo questa necessità di classificare e definire il normale e quindi l’anormale può indurre ad atteggiamenti discriminatori ingiustificati. Mi chiedo: se Anti-degrado fosse rimasto in ombra probabilmente nessuno avrebbe manifestato contro di lui, nessuno lo avrebbe così apertamente – e saggiamente – discriminato. Ma ora che ha mostrato a tutti la sua vera identità, ora che tutti hanno imparato a conoscerlo, è giusto fargli sapere che l’intento discriminante è il suo e non quello del resto delle persone ancora capaci di fare uso delle proprie facoltà intellettive.

Bisogna essere sinceri e confessare che questo non è un tentativo di isolamento: niente manicomio, niente elettroshock, nessuna camicia di forza, ma non è accettabile che le fobie di Anti-degrado diventino il nostro quotidiano. La sua vera follia – e non può essere chiamata altrimenti – è quella dell’imporre e ancor di più quella di imporre ad una comunità le proprie fobie.

Non parliamo di qualche piccola paura qui, la diagnosi è al limite dell’angoscia: il paziente oltre ad ostentare perbenismo, bigottismo ed uno sconcertante senso della pudicizia – non riscontrato dai tempi delle educande recluse nei palazzi borbonici di metà Ottocento – si rivela afflitto da sociofobia e biofobia, ossia paura dei rapporti sociali e della convivenza con essere umani o animali; xenofobia e obofobia, sarebbe a dire timore degli stranieri e dei barboni; ha paura dello sporco – quindi è acatartofobico – e delle imperfezioni – atelofobia; è acustofobico e melofobico, con un’inspiegabile avversione per quella musica da cui il Comune non riceve incassi; è coulrofobico, teme i clown ed in generale ogni forma di espressione artistica che si definisce ‘arte di strada’, ad eccezione di quegli strani raduni  di spettacoli di burattini con fazzoletti verdi addosso. E per finire, ciò che più lo terrorizza sono le opinioni diverse e la libertà: è allodoxofobico ed eleuterofobico.

Dicono che il primo passo verso la guarigione sia il riconoscimento della malattia, ma non credo che il paziente abbia compreso, e soprattutto voglio illudermi che chi ha deciso che Anti-degrado potesse disporre della nostra città in questo modo, non fosse lucido e consapevole del peso della sua autorizzazione. La speranza è che una volta riconosciute le sue fobie, ci si renda conto che non è possibile accettare che ci vengano imposti dei limiti, non si può nascondere sotto un’etichetta di ordine e sicurezza una vita di divieti totalmente privi di qualsiasi fondamento. E d’altra parte: come viene proposto questo presunto tentativo di soffocare una vita serena fatta di condivisione dei luoghi?

Con le multe? Con i divieti?

Conosco chi risponderebbe a questa domanda raccontando di quando da piccolo, nella sua casa in montagna, i genitori gli dissero di non mettere le mani sul vetro della stufa a legna in funzione e lui, prontamente, spalancandole, le poggiò su quel vetro. Evidente morale della favola è che vietare non ha mai educato nessuno, ha solo creato l’etichetta di ‘quelli che non seguono le regole’.

Si è mai pensato di vietare d’imporre regole tanto idiote?

La verità è che odio ogni persona con qualsiasi tipo di divisa che mi dice di alzarmi dalla piazza in cui sono seduta o che mi chiede i documenti perché parlo con qualcuno che non ha il suo stesso pallido colorito. E il portico alla fine di via Roma senza quella voce che da tre anni sento cantare No woman no cry mi fa schifo.

Questo paziente è inaccettabile, dovevo infrangere il segreto professionale.

   Dharma

Annunci

Informazioni su lamarionetta

La Marionetta è una rivista indipendente ideata da studenti.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli, Senza categoria e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...